Una letteratura aziendale nella cultura della globalizzazione
Dopo la trilogia intitolata “Traduttori” pubblicata nel 1994, siamo stati recidivi pubblicando e mettendo sul nostro sito web una nuova trilogia, Glocal, scritta e tradotta in non meno di sei lingue in occasione del 30° anniversario di Eurologos.
Questa breve storia, come le tre precedenti, riferisce la realtà umana, che potremmo dire antropologica, dei protagonisti (impiegati e dirigenti) delle sedi Eurologos. Essi vengono colti in piena fase lavorativa, nell’espletamento delle proprie funzioni e, soprattutto, nella loro dimensione esistenziale, personale e quotidiana.
Il racconto di quest’ultima storia mette in evidenza l’universo materiale e psicologico dei collaboratori Eurologos di oggi alle prese con le loro vite professionali e private le quali, checché se ne dica, sono sempre intimamente legate.
Agli inizi degli anni ‘90 abbiamo scoperto che numerose aziende pubblicano romanzi o racconti incentrati sulla storia delle loro attività e sui loro collaboratori allo scopo di descrivere, in maniera probante, tutto l’universo di quella che prende il nome di “cultura aziendale” della società industriale o commerciale. |
Si direbbe che la letteratura pubblicitaria (depliant, brochure, opuscoli, siti web, ecc.) non sia più sufficiente a presentare le caratteristiche produttive, psicologiche e ideologiche dell’azienda post-moderna e degli uomini (donne) protagonisti nell’era, totalmente nuova a livello culturale, della globalizzazione.
Sette prefazioni a cura di alcuni professori universitari
Siamo fieri delle prefazioni che sette professori delle più importanti università d’Europa hanno redatto per la nostra breve storia e le sue traduzioni.
Raccomandiamo di leggerle come parte integrante della novella: l’universo della formazione e dell’educazione che si mescola con quello del lavoro.
Cosa c’è di più interessante, d’altra parte, del leggere una trama integrale di giovani specialisti in multilinguismo e in informatica (le due caratteristiche essenziali dell’azienda moderna) che vivono il proprio lavoro e la propria vita in una dimensione che più internazionale non si può?
Cosa c’è di più interessante del collocare questo racconto in un contesto che sfugge alla gran parte della letteratura moderna, troppo psicologistica e fatalmente tautologica?
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