Impresa


L’eurocentrismo oggettivo delle lingue commerciali e culturali

Quando, al momento della fondazione della nostra impresa, nel 1977, si scelse il nome Eurologos, nell’Unione Europea esisteva solo un terzo degli attuali 27 paesi. Bisognava essere visionari per immaginarsi un’Europa che comprendesse i paesi attuali, praticamente dal Portogallo quasi fino agli Urali.
La moneta unica di quella che si chiamava ancora Comunità economica europea per quasi un ventennio sarebbe dovuta essere l’ecu e non, come si decise all’ultimo minuto nell’anno 2000, l’euro !
Ed erano rarissime, negli anni ’70, le imprese che avevano tale prefisso nel proprio nome: le elezioni europee non erano state ancora inventate…

Perché allora Eurologos?
Per tre ragioni fondamentalmente.
La prima era di stabilire, sin dalla nascita, l’appartenenza dell’impresa alla centralità della cultura occidentale, quella europea, che è all’origine e sempre nel cuore dell’Occidente: l’universo di riferimento – nonostante tutto – dell’intera civiltà umana.
La seconda ragione che ci ha spinti ad optare per il nome Eurologos è stata la natura delle nostre stesse attività incentrate sui servizi multilingui. Poiché in Europa sono parlate sempre più di due terzi delle lingue mondiali (inglese, spagnolo, francese, russo e portoghese compresi) e poiché più di tre quarti dell’economia globale della logosfera è veicolata dalle lingue europee, il nome scelto era d’obbligo.
La terza ragione trova spiegazione nel termine greco logos che riassume in sé sia il senso della lingua che quello del suo contenuto: l’assoluto della ragione e l’essenza umana della vita (sia essa immanente o trascendente). Per delle attività culturali occorreva un motivo filosofico. E, per noi, il termine logos non poteva essere che il più appropriato.

Eurologos, un marchio moderno e futurista dalle radici molto antiche.

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