Impresa
I miracoli impossibili di San Gerolamo
Da qui la considerazione aneddotica e paradossale secondo cui la miriade di “caselle postali” di tutto il mondo, vale a dire la pletora di concorrenti monolocalizzati in una sola lingua, ha due possibilità per garantire una certa qualità: limitarsi ad operare nella lingua del proprio paese o fare affidamento a… San Gerolamo, protettore dei traduttori. Questi sprovveduti concorrenti devono infatti pregarLo affinché "intervenga" in soccorso dei loro freelance perché realizzino traduzioni utopicamente perfette che possano fare a meno di revisione e convalida!
A tale iperbole del nonsenso alcuni di questi concorrenti rispondono che loro subappaltano la revisione finale, prima della consegna al cliente, presso un altro free-lance…
Ebbene, anche ammettendo la reale possibilità di agire in questo modo, e a prescindere dal fatto che, così facendo, i costi di produzione e di controllo metterebbero facilmente fuori mercato il prezzo di tale servizio, chi potrà decidere quale delle due versioni finali dopo la revisione potrà essere consegnata al cliente?
Tutti sanno che anche i revisori possono sbagliarsi e commettere quegli errori che i traduttologi classificano abitualmente come errori di “ipercorrezione”.
Tante sedi operative quante le lingue promesse ai clienti
L’unica possibilità di produrre una buona traduzione multilingue è quella di disporre di una rete multinazionale di sedi costituita da traduttori, revisori, terminologi, localizzatori, infografici e project manager interni, che operino sotto lo stesso marchio. E di conseguenza, sotto la stessa responsabilità nei confronti del cliente.
L’organizzazione multinazionale di Eurologos si fonda dunque su questo concetto incontestabile, in quanto intrinsecamente legato all’intima natura della produzione di servizi multilingui.
Non abbiamo alcun dubbio sul suo successo strategico: abbiamo ricevuto e pubblicato in questo sito il sostegno incondizionato e motivato di numerosi professori e ricercatori universitari. I nostri conferenzieri sono applauditi ovunque (vedi a proposito la sezione « Conferenze » di questo sito). Perfino un non specialista in materia può intuitivamente ben comprendere la fondatezza di tale concetto.
Gli ostacoli al glocalismo: nulla è facile sui nostri mercati globalizzati
Tuttavia, non nascondiamo le difficoltà marketing proprie dell’affermazione sul mercato del concetto di glocalismo. Gli ostacoli al successo della verità marketing e all’affermazione commerciale del glocalismo multilingue sono svariati e notevoli, almeno quantitativamente. Eccone alcuni.
Innanzitutto, le decine di migliaia di agenzie ancora monolocalizzate, che costituiscono un esercito formidabile impegnato in una lotta accanita, spesso fondata sull’oscurantismo della cultura traduttologica, per la vita o la morte economica, semplicemente.
Inoltre, una vasta ignoranza ancora presente sui mercati per quanto riguarda la scrittura, la produzione di multiliguismo e l’importanza della qualità linguistica (ivi compreso il suo geostile) nella competitività dei prodotti da esportare.
E poi, il conservatorismo ed il timore dei mercati nei confronti dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e, ultimamente, anche le riserve irrazionali espresse nei confronti anche delle multinazionali.
La strategia e la fiducia del proprio posizionamento (già confermato da circa trent’anni di esperienza Eurologos) sono, per il nostro Gruppo, assolutamente solide e fondate.
Da qui la considerazione aneddotica e paradossale secondo cui la miriade di “caselle postali” di tutto il mondo, vale a dire la pletora di concorrenti monolocalizzati in una sola lingua, ha due possibilità per garantire una certa qualità: limitarsi ad operare nella lingua del proprio paese o fare affidamento a… San Gerolamo, protettore dei traduttori. Questi sprovveduti concorrenti devono infatti pregarLo affinché "intervenga" in soccorso dei loro freelance perché realizzino traduzioni utopicamente perfette che possano fare a meno di revisione e convalida!
A tale iperbole del nonsenso alcuni di questi concorrenti rispondono che loro subappaltano la revisione finale, prima della consegna al cliente, presso un altro free-lance…
Ebbene, anche ammettendo la reale possibilità di agire in questo modo, e a prescindere dal fatto che, così facendo, i costi di produzione e di controllo metterebbero facilmente fuori mercato il prezzo di tale servizio, chi potrà decidere quale delle due versioni finali dopo la revisione potrà essere consegnata al cliente?
Tutti sanno che anche i revisori possono sbagliarsi e commettere quegli errori che i traduttologi classificano abitualmente come errori di “ipercorrezione”.
Tante sedi operative quante le lingue promesse ai clienti
L’unica possibilità di produrre una buona traduzione multilingue è quella di disporre di una rete multinazionale di sedi costituita da traduttori, revisori, terminologi, localizzatori, infografici e project manager interni, che operino sotto lo stesso marchio. E di conseguenza, sotto la stessa responsabilità nei confronti del cliente.
L’organizzazione multinazionale di Eurologos si fonda dunque su questo concetto incontestabile, in quanto intrinsecamente legato all’intima natura della produzione di servizi multilingui.
Non abbiamo alcun dubbio sul suo successo strategico: abbiamo ricevuto e pubblicato in questo sito il sostegno incondizionato e motivato di numerosi professori e ricercatori universitari. I nostri conferenzieri sono applauditi ovunque (vedi a proposito la sezione « Conferenze » di questo sito). Perfino un non specialista in materia può intuitivamente ben comprendere la fondatezza di tale concetto.
Gli ostacoli al glocalismo: nulla è facile sui nostri mercati globalizzati
Tuttavia, non nascondiamo le difficoltà marketing proprie dell’affermazione sul mercato del concetto di glocalismo. Gli ostacoli al successo della verità marketing e all’affermazione commerciale del glocalismo multilingue sono svariati e notevoli, almeno quantitativamente. Eccone alcuni.
Innanzitutto, le decine di migliaia di agenzie ancora monolocalizzate, che costituiscono un esercito formidabile impegnato in una lotta accanita, spesso fondata sull’oscurantismo della cultura traduttologica, per la vita o la morte economica, semplicemente.
Inoltre, una vasta ignoranza ancora presente sui mercati per quanto riguarda la scrittura, la produzione di multiliguismo e l’importanza della qualità linguistica (ivi compreso il suo geostile) nella competitività dei prodotti da esportare.
E poi, il conservatorismo ed il timore dei mercati nei confronti dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e, ultimamente, anche le riserve irrazionali espresse nei confronti anche delle multinazionali.
La strategia e la fiducia del proprio posizionamento (già confermato da circa trent’anni di esperienza Eurologos) sono, per il nostro Gruppo, assolutamente solide e fondate.