Impresa


La strategia di Eurologos ed i suoi mercati internazionali

È necessario descrivere sinteticamente il concetto ed il posizionamento sui quali il Gruppo Eurologos basa le proprie attività. Esse costituiscono il fondamento e, allo stesso tempo, la sostanza stessa della sua organizzazione internazionale.

La multinazionalizzazione, necessità più che opzione
L’organizzazione internazionale di Eurologos non dipende unicamente da una volontà di potenza marketing. Questo diventa addirittura un fattore secondario se confrontato al concetto elaborato da Eurologos a partire da una necessità imprescindibile per un’impresa che produce multilinguismo applicato alle traduzioni, alla globalizzazione dei servizi di comunicazione, alla localizzazione di software e siti web, ecc. Tale necessità, legata alla produzione di servizi multilingui, esige infatti una multi-localizzazione delle sedi. Ognuna di queste produce una lingua, che è la lingua d’arrivo parlata nel paese dove opera l’impresa di servizi multilingui. Allo stesso modo, si può parlare di geostile specifico applicato nel territorio geomarketing (ad esempio, il portoghese e non il brasiliano oppure il castigliano di Spagna e non lo spagnolo dell’America Latina).
Da più di cinquant’anni, i grandi traduttologi hanno determinato che la qualità linguistica è raggiungibile soltanto previa disponibilità, sul mercato della lingua d’arrivo, di traduttori madrelingua. Infatti, è risaputo che traduttori, revisori e localizzatori “emigrati” possono commettere errori d’interferenza lessicale e fraseologica (o concettuali) causati dalla lingua veicolare utilizzata quotidianamente… Naturalmente, ciò è valido per i servizi multilingui cosiddetti “pragmatici”, vale a dire relativi alla comunicazione commerciale, tecnica e pubblicitaria. E questo è proprio il campo di azione di Eurologos.

La necessità sempre crescente di multilinguismo: la lingua dei clienti
Il processo macroeconomico più massiccio della nostra epoca, la globalizzazione, richiede sempre più multilinguismo. Le imprese esportano sempre di più e le istituzioni devono entrare in rapporto con le popolazioni più disparate ed allofone. La lingua del cliente e quella dell’interlocutore sono quindi sempre di rigore. In più, essa deve essere di qualità perché, paradossalmente, la globalizzazione ha innalzato notevolmente il livello ortosintattico, terminologico e stilistico anche delle lingue più rare. In poche parole, i loro geostili e la loro qualità sono divenuti parte integrante della competitività dei prodotti da vendere e dell’efficacia della comunicazione istituzionale.
I mercati dei servizi multilingui sono, di conseguenza, in crescita. E la produzione della loro qualità rappresenta la chiave di volta del loro successo. Soprattutto in mercati, come i nostri, caratterizzati da una prevalenza dell’offerta sulla domanda.

Come è possibile produrre multilinguismo di qualità con una sola sede?
L’analisi dei mercati relativi alle imprese dei servizi multilingui dimostra che più del 99% (!) delle imprese operanti in tale settore è costituito da società esclusivamente monolocalizzate.
Malgrado la loro monolocalizzazione in un solo paese, tali imprese – molto spesso di minuscolo spessore  – pretendono di fornire ai loro clienti, acquisiti o potenziali, servizi relativi a lingue che effettivamente non sono in grado di leggere o scrivere e, quindi, di correggere.
Considerando che la qualità linguistica – come tutti i tipi di qualità – dipende dal classico processo "controllo-azione correttiva-convalida", queste imprese monolocalizzate non possono strutturalmente garantire ai propri clienti, acquisiti o potenziali, la qualità promessa. L’unica o le uniche lingue per le quali queste imprese possono offrire garanzie legittime sono, eventualmente, la o le lingue parlate nel loro paese d’origine.
Non a caso queste società di servizi per così dire "multilingui" sono sempre chiamate "caselle postali" nella nostra professione: agenzie che si limitano a trasmettere ai loro clienti, senza alcuna verifica linguistica, i testi ricevuti in subappalto da collaboratori freelance o da altre agenzie tanto omologhe quanto concorrenti.
I clienti sono evidentemente ignari di tutto ciò. E così facendo questi concorrenti coltivano, anziché combattere, la loro ignoranza traduttologica. D’altronde i clienti non sono commercialmente colpevoli, poiché non si può essere accusati per una mancanza di conoscenza o per una lacuna in un settore d’attività che non sia il proprio (quello in cui si è specializzati).

La fatalità dell'overclaim pubblicitario e il mercato dei servizi multilingui eccezionalmente interessante
Tutte queste "caselle postali" vivono pertanto di ciò che si definisce pubblicità "overclaim": un eccesso di promesse ai potenziali clienti (la moderna Qualità Totale), rispetto ai mezzi di cui esse effettivamente dispongono.
Inoltre, disporre di tante sedi quanti sono gli idiomi o i geostili da garantire al cliente non costa più di quanto possa costare un servizio offerto da concorrenti monolocalizzati. Spesso Eurologos può praticare prezzi addirittura più bassi: il fatto di produrre nei paesi della lingua d’arrivo (meno costosi) può persino consentire, cosa alquanto rara, di abbinare e riconciliare qualità e prezzo.

Il glocalismo invece della fuorviante alternativa globalismo/localismo
Tale concetto, che Eurologos ha trovato senza neanche sforzarsi troppo, ma solamente preoccupandosi di garantire onestà nei confronti dei mercati, è stato definito nel nostro Gruppo con una parola chiave: il "glocalismo".
Sono stati i Californiani, negli anni ’90, ad introdurre questo neologismo, che nasce dalla contrazione di due termini, molto spesso abusivamente messi in contrapposizione: globalismo e localismo.
Infatti, non si può essere globali se non si è, allo stesso tempo, locali. Il parallelismo analogico per Eurologos con il suo concetto ci è parso subito evidente: nei servizi multilingui bisogna disporre - necessariamente - di un’organizzazione produttiva "glocalizzata". E dunque una sede per ciascuna lingua o ciascun geostile promessi ai clienti e ai futuri clienti !
Il termine glocalismo si è d’altronde rapidamente diffuso: nel febbraio 2007, "glocal" ricorreva più di mezzo milione di volte sulle pagine Internet, in sette lingue diverse.

TRANSLATING AND PUBLISHING WHERE THE LANGUAGES ARE SPOKEN